CARI GENITORI, VI SCRIVO...

Donna & Mamma

Paola, 13 anni, spiega ai genitori come comprendere gli adolescenti

 

IL RAPPORTO TRA GENITORI E FIGLI: UN PROBLEMA...

Carissimi genitori, in questo articolo voglio parlare dei problemi che frequentemente si possono creare in famiglia, in particolar modo tra madre e figlia.

I ragazzi spesso hanno un carattere mutevole, non semplice da prendere, per questo cercherò di darvi alcuni suggerimenti per non creare equivoci inutili in famiglia. Citerò alcuni esempi in cui potrebbero venirsi a creare questi problemi.

 

L'AFFETTO E I RIMPROVERI: DUE COSE DIVERSE

Spesso in famiglia ci sono più figli, quindi ogni tanto litigano fra loro e vanno dai genitori per un sostegno. In  questo caso molti genitori potrebbero pensare che il figlio più grande o quello che solitamente è meno tranquillo sia in qualche modo quello che deve essere punito. Questo influisce moltissimo sul bambino, perché si vede sempre punito o sgridato di più rispetto al fratello, portandolo in seguito a pensare di essere meno amato dal genitore, che invece crede di fargli crescere il suo senso della responsabilità. Un genitore, invece, deve aiutare i figli a capire che il loro bene non dipende da quanto possono essere rimproverati, ma da altri valori del bambino, però a sua volta il bambino deve cercare di non infastidire il fratello ma  offrirgli il bene che la famiglia gli vuole.

 

QUANDO LITIGHIAMO, NON CERCATE IL COLPEVOLE!

Allo stesso rimedio si può ricorrere quando i genitori  si accorgono che uno dei figli ha fatto qualcosa che non si dovrebbe fare. Di solito i genitori chiedono ai figli: "chi è stato?"; loro per tutta risposta si accusano a vicenda, sapendo chi è il colpevole ma non ammettendolo.

I genitori a questo punto dovrebbero lasciare stare, non accusarne uno solo, perché magari se non  è stato lui potrebbe sentirsi umiliato. La cosa giusta sarebbe fare capire che non fa niente se hanno combinato qualcosa, ma è più importante dire sempre la verità.

 

LE QUATTRO FRASI DA EVITARE

I bambini sono anche molto sensibili alle frasi con le quali i genitori li sgridano, quindi vi elencherò quelle che bisognerebbe evitare: "Sei un disastro, prendi esempio da tuo fratello, perché non riesci a imparare, se ti sgrido è perché ti voglio bene…". Tutte queste frasi sono accomunate dal fatto che creano ansia in ogni soggetto, ma ognuna per un motivo diverso.

La prima è una frase strettamente collegata alla terza ("perché non riesci a imparare") perché è troppo punitiva nei confronti del bambino e potrebbe avere degli effetti sbagliati, ad esempio il bambino potrebbe scoraggiarsi e credere di non riuscire ad ottenere dei risultati  e questo potrebbe portarselo dietro per molto tempo della sua vita. La seconda frase invece potrebbe indurlo ad avere atteggiamenti di gelosia sbagliati e inutili nei confronti del fratello.

La quarta invece è quasi un controsenso: infatti un bambino viene sgridato per fargli capire un errore, ma se un bambino sente questa frase può credere che è giusto che lui venga sgridato, quindi che lui sbaglia sempre.

 

NON GIUDICATECI, MA FATECI SFOGARE

Infine volevo aggiungere una considerazione sui ragazzi dagli 11 ai 16 anni, cioè che spesso possono essere nervosi e scortesi, ma bisogna ricordarsi che è un periodo di passaggio e di grossa insicurezza per loro e la cosa più giusta è metterli in condizione di parlare, farli sfogare senza criticarli in modo da accrescere la loro autostima e farli crescere sicuri e senza problemi.

 

Paola Toledo

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