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Quando il lavoro non attende le mamme in attesa

LAVORATRICE MAMMA REINTEGRATA AL LAVORO GRAZIE AL GIUDICE: LA SENTENZA

 

Mamma e a part time? In ufficio c'è posto per... l'altra

 

UNA SCRIVANIA PER DUE

Dopo 3 anni passati in un'azienda, comunico la mia gravidanza e alla fine del 4° mese rimango a casa in maternità anticipata per gravidanza a rischio.
Poco prima del mio ritorno al lavoro, il capo mi fa gentilmente sapere al telefono che sta cercando una sistemazione per me, poiché non sa più dove collocarmi: al mio posto è stata assunta una sua amica, che al mio rientro non vuole lasciare (fisicamente) la mia scrivania.
Rientro e mi ritrovo a dividerla con lei. Una postazione in due!
Il mio lavoro è stato assegnato a lei con la scusa che, avendo io chiesto il part time, non sarei stata d'aiuto nello svolgere i compiti che avevo prima, perchè non avrei più avuto abbastanza tempo.

 

A ME LA NOIA, A LEI LA GLORIA

Sono passati nove mesi dal mio rientro. Mi ritrovo ancora seduta accanto alla collega e non ho più nemmeno un telefono. Il mio è rimasto a lei, ma a me non ne è stato assegnato un altro: "tanto non ti serve", così ha detto il mio capo.
Le mie mansioni continua a svolgerle lei, impiegando tutto il giorno per cose che si potrebbero concludere in due-tre ore e tra l'altro avendo due livelli più del mio e ben 600 euro lordi in più al mese. Con il tempo le sono stati affidati altri lavori che un tempo svolgevo io, ma con varie scuse cerca sempre di non eseguirli e neppure a me, di fatto, viene concesso di svolgerli.

In ufficio, continuano a dirmi che un part time "serve a molto poco", per cui mi verranno assegnati solo i lavori più noiosi, mentre a lei verranno affidate mansioni importanti, visto che è in ufficio per sei ore al giorno (io cinque!!!).

E così, tutti i giorni, mi vengono rifilati file excel, lettere e poco altro.
Se è pur vero che di certo non mi stanco, è anche vero che sono davvero demotivata: ho studiato e faticato per questo lavoro e ora vengo ignorata e messa nell'angolo ogni giorno.

Francesca

 


L'azienda per l'infanzia che non tollera le mamme

 

IL PART TIME: UN DIRITTO MESSO IN DISCUSSIONE

Un mese prima del rientro dal periodo di aspettativa per maternità torno in ufficio per parlare con la mia responsabile: inaspettatamente, mi dice che non vuole più concedermi il part time temporaneo, che avevo ottenuto prima della maternità. Eppure, il CCNL del Commercio recita che l'azienda "accoglie" (e non "può accogliere") le richieste di part time, in percentuale sul totale degli impiegati. Senza dire che le donne al rientro dalla maternità dovrebbero mantenere la situazione in cui erano in precedenza.
Mi sono resa disponibile a una negoziazione per la buona uscita, con tutto quel che consegue la perdita di un posto di lavoro in tempo di crisi. "Per noi va bene, ma ricordati che è una tua volontà, quindi non ti diamo niente".

Non mi è restato che chiedere l'aspettativa fino al reinserimento nel nido del piccolo (che quest'anno è stato sempre malato: come mandarcelo?).

La richiesta è stata rifiutata.

 

LE MAMME: UNA RISORSA IGNORATA DALLE AZIENDE

Sono iniziate, nei miei confronti, lettere minatorie di avvocati e controlli per malattia: una situazione sfiancante. Non riesco più a svolgere le attività quotidiane e garantire serenità ai miei figli.
Adesso, non mi resta che rivolgermi a un avvocato. Non per i soldi, non per il lavoro, che ormai è compromesso; ma perché le multinazionali si rendano conto che stanno distruggendo posti di lavoro preziosi per le mamme. Che invece sono una risorsa, come si dice in questo articolo di Genitori Channel.
Vi chiedete come fanno le altre mamme nella mia azienda?

Semplice, non ce ne sono: sei mamma = sei fuori.
Ultima nota: la mia azienda vende prodotti per bambini (giocattoli per la prima infanzia, giochi in scatola, paste da modellare, action figures...)!

 

Elena

sonoalmondo.blogspot.com

 


Dall'astensione alla perdita di mansione

 

UN RACCOMANDATO MOLTO FORTUNATO...

Laureatami  in Economia Aziendale all'Università di Pisa nel 2001, nel 2002, dopo diversi mesi di "lavoretti", riesco ad essere assunta da una grande multinazionale. Dopo un anno mi viene proposto un ruolo di responsabilità nella funzione Amministrazione e Controllo. A fine 2005 comunico la mia gravidanza. Nel frattempo l'azienda assume un super-raccomandato, cui viene proposto, temporaneamente, di occupare il mio posto vacante. Io, ingenuamente, gli insegno tutto (tornassi indietro non lo rifarei!)! Lavoro fino all'ottavo mese, nemmeno un giorno di malattia. Resto a casa il tempo previsto dalla legge, più 20 giorni di ferie residue e 40 giorni di maternità facoltativa. Torno al lavoro pensando di rioccupare il mio "vecchio posto", e...

 

NAVIGANDO IL WEB, IN ATTESA DI UN INCARICO

Sono rientrata da due mesi e non ho ancora una mansione, navigo tutto il giorno su internet, faccio un corso di inglese che mi sono installata al PC. Forse inizierò ad avere incarichi la prossima settimana, nella Programmazione di produzione (che non c'entra niente con il mio lavoro di prima), senza nessuna motivazione.

Sono delusa dal mondo del lavoro; sono costretta a lavorare, perchè devo pagare un mutuo elevato, altrimenti preferirei fare la mamma a tempo pieno... Tanti anni di studio per niente...

Alessandra B

frecciaChiara risponde

Ben vengano le esperienze, anche se brevi, ed è una gran fortuna trovare lavoro in un anno soltanto, in una grande azienda, e poter navigare sul web e fare corsi d'Inglese... Il successo del collega super raccomandato è una grave ingiustizia, ma cerca di prenderne il lato buono: finché non ti sovraccaricano potrai coltivare i tuoi interessi; qualunque compito poi ti assegneranno sarà comunque un lavoro in cui potrai fare valere le tue capacità. Continua cmq a combattere per ciò che trovi giusto: insistendo sui punti che ti stanno a cuore potrai avere una possibilità di aggiustare la situazione in tuo favore.

frecciada Alessandra

Sicuramente hai ragione su tutto e, credimi, anche io mi sento fortunata ad aver trovato un impiego come il mio. La mia amarezza deriva solo da un ingiustizia subita senza motivo. Hai ragione: devo continuare a coltivare i miei interessi e, soprattutto, a far valere le mie capacità nel nuovo lavoro che mi verrà assegnato. Grazie ancora per avermi ascoltata e, soprattutto, compresa.

 


Un'assistente con competenze "da rivedere"

 

UN CAPO MOLTO... COMPRENSIVO

Mobbing: una parola davvero grossa...

Mai avrei pensato mi potesse davvero toccare da vicino.

Nel settembre 2003 rimasi incinta del primo bimbo e subito il mio 'carissimo’ capo si mostrò molto 'comprensivo': poiché rimettevo di continuo, e passavo le ore in bagno e non nel mio ufficio, pretese che rimanessi al lavoro fino a tardi per "recuperare", come diceva, le ore trascorse a vomitare. Così, entravo alle 8 di mattina e uscivo in media la sera verso le 20, se andava bene.

A causa del mio stato di gravidanza non facile, la Dottoressa da cui ero in cura mi raccomandò di stare a casa, perché avevo avuto minacce di aborto. Quindi, già dal terzo mese, mi assentai dal lavoro per gravidanza a rischio. Il mio capo la prese come un affronto personale...

 

UN BAMBINO IN PIÙ, UN LAVORO IN MENO

Il bimbo nacque a giugno e soli 8 mesi dopo ero giá, per mia scelta, in dolce attesa del secondo; cosí presi un mese di ferie e poi comunicai all'azienda il mio stato interessante. Anche in quel caso dovetti essere messa subito in congedo per gravidanza a rischio.

Quasi al termine delle mie assenze obbligatorie per maternitá, sono stata convocata nell'ufficio dal capo, che mi ha dato la 'bella’ notizia: non mi voleva più nel mio ruolo, quindi avrei dovuto cercarmi qualcos’altro da fare in azienda attraverso l’Ufficio del Personale…!

 

IO CONTRO L'AZIENDA: CHI LA SPUNTERÁ?

Il capo del Personale, molto 'comprensivo' anche lui, ancor prima che rientrassi al lavoro mi ha chiesto un colloquio formale per RIVEDERE le mie competenze (fino al 2003 ero un'Assistente di Alta Direzione ed oggi si devono rivedere le mie competenze? mah!); poi mi ha chiesto se voglio rientrare a part time e per quante ore.

Però io ero MOLTO preparata ed ho contattato un Avvocato specializzato... al colloquio del 6 luglio arriverò agguerrita! Chi la spunterà.. io o l'azienda? La risposta nella prossima puntata…

 

E DOPO UN PO'... IL MIO POSTO CE L'HA UN'ALTRA!

Il 6 luglio, come da accordi, mi sono presentata nell'ufficio del personale dalla mia collega. Siamo andate in una saletta e, dopo un lungo colloquio, mi hanno comunicato che non è che non ci sia più il mio posto... è che, con la nuova struttura, quello che era il mio posto è stato occupato da un'altra collega! Quindi il mio posto in azienda c'è ancora, ma non nello stesso ufficio! (furbi, no?). Al momento mi è stato domandato cosa non vorrei mai fare (ad esempio la contabilità, o occupare una posizione a cui vengono richiesti molti straordinari...); poi, a settembre, mi richiameranno e mi faranno delle proposte.... Insomma, per ora, nulla di fatto!

Alessandra R.

 


Se la barista è incinta, meglio che si licenzi

 

INCINTA? LICENZIATI DA SOLA!

Sono una donna di 35 anni e lavoro nel bar di mio cugino da 4 anni. Prima lavoravo come cameriera in un ristorante, dal quale andai via perché a mio cugino serviva disperatamente una barista con esperienza. Dopo molte promesse da parte sua (part time di 4 ore più 2 ore e mezza di straordinario al giorno, ferie assicurate, uno stipendio di 920 € circa al mese, la domenica di riposo), firmai il contratto a tempo indeterminato. Abbiamo lavorato molto bene per il primo anno e mezzo ma poi il lavoro è diminuito e mio cugino mi ha ridotto a una le ore di straordinario. Ho continuato a svolgere i miei compiti normalmente, stando al banco e pulendo. L’anno scorso abbiamo affrontato il discorso della maternità e con mia sorpresa mi sono sentita dire che se fossi rimasta incinta, poiché la sua era una piccola azienda a gestione familiare e lui non poteva licenziarmi, avrei dovuto farlo io. Il mio contratto grazie a Dio tutelava le donne incinte.

 

TUTTI I CLIENTI FUORI... LA BARISTA DENTRO

Questo anno sono rimasta incinta e un lunedì non sono potuta andare a lavoro perché ho avuto forti dolori addominali: alle 6 di mattina ho chiamato il bar comunicando che non ci sarei andata. Il giorno seguente, mentre nel bar c’erano 5 clienti e 6 erano fuori ai tavoli a pranzare, mio cugino ha cominciato a dirmi che avrei dovuto avvisarlo con maggiore preavviso! Ma se ci si sente male nel cuore della notte fino alla mattina, che si deve fare, andare comunque a lavorare se non si ha dormito? Gli ho chiesto se gentilmente potesse abbassare il tono della voce perché non volevo che la gente sentisse i suoi rimproveri nei miei confronti. Allora ha mandato tutti i clienti fuori dal bar, ha abbassato le serrande frontali e ha cominciato la ramanzina, dicendomi che gli cominciavo a creare disagio, che prima o poi mi sarei dovuta aspettare 3 lettere di licenziamento (su quale base non si sa!) e mi ha chiesto quanto volevo in danaro per andarmene! Ho risposto con molta calma che non volevo assolutamente nulla, solo il mio posto di lavoro ed essere lasciata in pace a lavorare serenamente, per la salute mia e del bambino. Finito il mio turno di lavoro sono andata subito dai Carabinieri, tremando per il nervosismo, e ho spiegato tutto. Mi hanno detto che avrei dovuto chiamare l’Ispettorato del lavoro e che, dopo, potevo decidere se fare querela o no. Ho deciso di non fare nulla, per il momento.

 

FINALMENTE I MIEI DIRITTI DI MADRE LAVORATRICE

Giorni dopo, a fine turno il mio datore di lavoro mi ha detto che non può più garantirmi la mia unica ora di straordinario e che avrei lavorato solo le mie 4 ore da contratto. Ho risposto con fiero sarcasmo di essere contenta di non alzare più pesi e caricare e scaricare lavastoviglie! Lo stesso pomeriggio mi sono sentita poco bene; il medico mi ha consigliato di stare a casa per 10 giorni perché la pressione arteriosa era alle stelle (certo, con le minacce e i soprusi subiti!)

Il mio ginecologo dice che devo assolutamente stare a riposo perché ho subito un forte stress, quindi dopo la malattia ci sarà la gravidanza a rischio. Ora, dopo tanti anni di lavoro, posso stare a casa a godermi in pace questa gravidanza tanto attesa.

Cristina

 


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