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Quando il Capo (donna) ti distrugge la vita

 


Da Collaboratrice Scolastica a collaboratrice domestica

 

PIÚ CHE UNA BIDELLA, UNA FACTOTUM

La mia storia ha inizio nel 1999, quando inizio a lavorare in un ente pubblico come bidella. Chi avrebbe immaginato che questo percorso mi avrebbe portato alla più completa distruzione!

Il mio superiore (una donna) cominciò a far lievitare il mio lavoro dalle otto ore alle quattordici-quindici al giorno: mi mandava a comprarle le sigarette, il giornale, in merceria, dal calzolaio, in lavanderia oppure dal benzinaio a farle il pieno della macchina e lavargliela. E ancora mi costringeva a pulirle casa e a occuparmi di cose sue personali.

Tutto questo era ovviamente associato al lavoro normale: pulizia della scuola, andare in Provincia, in Regione e in tutti i Comuni presso cui il mio consorzio era consociato. Pulivo più sedi, in quanto non si poteva assumere altro personale, ed ero persino obbligata a verniciare le aule della scuola durante il periodo estivo. Infine, dopo essere stata offesa su cose molto personali, sono stata licenziata quando il mio fisico, dopo cinque anni, ha ceduto a tutto lo stress a cui era stato sottoposto.

 

ULTIMA SPERANZA, LA CLINICA DEL LAVORO

Questa è una minima parte di quello che ho subito, e che è tutto documentato in una relazione dettagliata da me scritta e presentata alla Clinica del Lavoro "L. Devoto" dell'Università degli Studi di Milano, diretta dal Prof. Renato Giglioli. Ma su tutto vige l'omertà più assoluta e non ho proprio idea di quello che potrei fare per chiedere giustizia, che mi è dovuta, poiché la mia vita è stata devastata e non ho scelto la disperazione in cui vivo. Oggi non ho alternative alla depressione che mi distrugge l'anima, il fisico e soprattutto la famiglia.

Angela

 


Se l'impiegata modello diventa mamma, non serve più

 

DA INDISPENSABILE PUNTO DI RIFERIMENTO...

Rapporto decennale di servizio.
Non si muoveva foglia se non si passava sulla mia scrivania. Eppure ero una semplice segretaria.
La titolare (DONNA) mi faceva sentire una regina. Ma già nella sua mente era tutto calcolato per distruggermi la vita. Un bel giorno non sono rientrata più nei suoi progetti: così è iniziata la mia devastante esperienza.
Assunta circa 10 anni fa, dopo 6 anni di servizio sono diventata mamma. Per i 3 anni successivi alla maternità, il mio Capo mi ha fatto credere che ero ancora importante, invece mi doveva spremere fino all'osso...

 

...AL LICENZIAMENTO. SENZA SAPERE IL PERCHÉ

Mi ha distrutto psicologicamente e fisicamente, mettendomi contro tutti e tutto.
Ho sopportato subendo umiliazioni, pensando che prima o poi la situazione potesse finire; mi sono ammalata, mi sono licenziata e non ho più trovato lavoro nella stessa città, dove sono ormai puntata a dito solo per aver intrapreso una causa verso la mia datrice di lavoro.
La cosa più devastante è che ancora non so cosa sia successo.
Credo che questo sia il prezzo che una lavoratrice debba pagare per essere sempre stata corretta e leale con la datrice di lavoro ed... essere diventata mamma!

Che è la cosa più bella che la vita mia abbia donato.

Roberta

 


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