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OPEN SOURCE: COS'E'

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La filosofia Open Source

 

Questo articolo di Enrico Alletto e' coperto da Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5.

 

Il concetto di Open Source

Oggi non è più possibile parlare d’informatica senza tenere in debito conto la filosofia che sta alla base dei cambiamenti radicali avvenuti negli ultimi anni in quest’ambito.

L’Open Source (termine inglese che significa "sorgente aperto", riferendosi al codice di sviluppo delle applicazioni) indica un programma per il computer rilasciato con un tipo di licenza tale per cui l’insieme di istruzioni necessarie per farlo funzionare sono accessibili a eventuali sviluppatori che volessero migliorarlo.

La collaborazione spontanea fra tecnici genera un prodotto finale, in questo caso il software, che è la somma dei contributi di tutte le persone che hanno collaborato al suo sviluppo. Da quest’idea trae spunto anche un’altra filosofia, quella dell’open content (contenuto aperto), che, anziché al software, apre alla condivisione di contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Risulta ovvio che il concetto stesso di Open inteso come apertura e condivisione globale ha tratto il massimo beneficio dall’esistenza di Internet.

 

Un modello in espansione

Il sistema operativo Windows, così come la maggior parte del software ad esso collegato, per esempio MS Office, funziona con un concetto diametralmente opposto a quello dell’ Open Source: tutto il software è di proprietà dell’azienda produttrice (la Microsoft) e coperto da costose licenze d’uso e da pesanti restrizioni sulla copia e sull’installazione.

Proprio per questi motivi, già da alcuni anni, gli addetti ai lavori hanno assistito alla diffusione dell’Open Source in molti ambiti dell’informatica,  seppure sempre in settori di nicchia.

Nell’ultimo periodo, però, sempre più spesso anche l’utente domestico sente risuonare nomi, prima semisconosciuti, come Software Libero, OpenOffice, Firefox, Linux e Ubuntu.

Una delle ragioni principali di questo fermento va paradossalmente ricercata proprio nell’uscita del nuovo sistema operativo di casa Microsoft: Windows Vista.

Risorse hardware rilevanti, lucchetti digitali su monitor, stampanti e altri componenti multimediali, sistemi anticopia che degradano la risoluzione di un video se il sistema non lo riconosce come originale, ecc. stanno diventando veri e propri cavalli di battaglia per i sostenitori del software Open Source, che fra l’altro è facilmente utilizzabile anche su hardware datato, a scapito del nuovissimo e patinato Microsoft Windows Vista.

 

L’indipendenza dal software proprietario

Negli ultimi anni il software Open Source ha richiamato sempre maggiore interesse da parte delle Pubbliche Amministrazioni (PA) europee. Uno dei principali vantaggi per gli enti pubblici consiste nella conquista di un'indipendenza nei confronti dei formati proprietari che vincolano i cittadini ad avere installati determinati software per accedere a servizi di pubblica utilità.

Prevedere l’adozione di software Open Source consentirà agli enti e alle aziende che desiderano fornire un servizio ad accesso universale di raggiungere la quasi totalità dell’utenza e nel contempo di abbattere i costi del prodotto, aprendo margini di investimento alle nuove idee ed al personale competente.

In Italia, un esempio rilevante è quello dei programmi forniti gratuitamente a utenti e professionisti dall’Agenzia del Territorio e liberamente scaricabili dall’omonimo sito web. Questi, se da una parte rappresentano un importante passo in avanti verso l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, dall’altro vincolano l’utente ad avere installato sul proprio PC il sistema operativo di casa Microsoft, tagliando fuori altri diffusi sistemi come Mac OS (molto usato dai professionisti) oppure Linux (sempre più diffuso nel mondo).

Nel nostro Paese, nel dicembre 2003, è stato costituito l’Osservatorio sull'Open Source allo scopo di monitorare il fenomeno e indirizzare al meglio le risorse disponibili.

Sul sito web dell’ente e’ possibile leggere: "Tra i fenomeni significativi legati allo sviluppo dell' ICT sta assumendo particolare rilievo quello che va sotto il nome di Software Open Source (OSS): qualsiasi sistema di gestione delle informazioni e delle comunicazioni che consente la disponibilità del codice sorgente. Per molti anni ha avuto diffusione limitata soprattutto agli sviluppatori, alle università e agli enti di ricerca. In seguito, con la nascita di numerose aziende distributrici di software a codice sorgente aperto, il modello open source si é diffuso in diversi paesi del mondo."

Non è difficile prevedere, considerando gli alti costi del software proprietario, che sempre più enti e utenti nei prossimi anni preferiranno le alternative affidabili, semplici da ottenere e facili da installare messe a disposizione dal movimento Open Source.

Enrico Alletto

 


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