LA SCRITTRICE... SEI TU

Spazio Autrici

Poesie di...

Anonima, Antonio Capolongo, Marilisa Cavion, Anna Maria Folchini Stabile, Sara Giusti, Lasko, Arianna Sacerdoti, Paola Toledo, Poetessa Web

 

A mia figlia - Amico cuore - Il sonno delle lune - In una stagione - Io e te - Lo sbarco americano - Marzo - Mio Amore - Notturno Lacustre - Novembre - Sai perché non ti posso amare? - Soli - Un sogno - Vorrei essere

 

VORREI ESSERE

Vorrei essere il raggio di sole

che ogni giorno ti viene a svegliare,

per farti respirare, farti vivere di me...

Vorrei essere la prima stella

che ogni sera tu vedi brillare,

così i tuoi occhi sanno che ti guardo,

e che sono sempre con te.

Vorrei essere lo specchio che ti guarda,

perché a ogni tua domanda ti risponda

che al mondo tu sei sempre il più bello.

Paola Toledo

UN SOGNO

Non stupirti se quando fai un sogno

ti svegli piangendo:

è il tuo cuore che non regge

una simile emozione.

Non dimenticare

che sarai sempre il mio sogno

realizzabile e irrealizzato;

nessuno può impedirti di sognare,

un sogno è un desiderio,

un desiderio è una nuova speranza.

Paola Toledo

 

IO E TE

Siamo due stelle affacciate

sullo stesso universo,

che si guardano da lontano.

Siamo l’onda e la spiaggia:

tu mi lambisci e fuggi,

io resto ad aspettarti,

sapendo che tornerai.

Sei il vento che mi scuote,

sono l’albero che resiste

e ti continuerà a fare ombra.

Sono l’acqua impetuosa

che cerca di portarti con sé,

sei la roccia che non si muove.

Sono il lampo che abbaglierà i tuoi occhi,

il tuono che ti assorderà con parole d’amore,

il fulmine che squarcerà il tuo cuore,

il fuoco che ti farà ardere d’amore.

Sei mio, e io sono tua.

Anonima

IN UNA STAGIONE

In una stagione creativa

ho riscoperto la mia forza dolce.

Non ho pudore a parlare di me,

a risuonare di mia stessa voce.

Chi l'ha detto che bisogna scrivere

di cose altre che non siano l'Io?

Queste poesie sono intime liriche.

Non ho pudore a parlare di me,

della mia corsa e della natura,

e le emozioni non sono infantili.

Non ho pudore a parlare di me.

Arianna Sacerdoti

 

(da: Sentieri diversi, Albus Edizioni, 2009

pp. 80, €6.90, ISBN 978-88-96099-09-4)

 

MIO AMORE

Vorrei essere il sole

per scaldarti nei giorni di freddo

Vorrei essere la luna

per tenerti compagnia nelle notti più buie

Vorrei essere l’alba per darti il buongiorno

Vorrei essere un uccello per volare

e allietare con il mio canto

le tue giornate

Vorrei essere il vento per sussurrarti

all’orecchio tutto il mio amore

Non c’è un giorno che non pensi a te

Hai preso il mio cuore

e lo hai fatto tuo per sempre.

Poetessa web

SOLI

Soli con un bisogno disperato

di ritrovare se stessi

Soli senza nessuno intorno

Soli in mezzo a tanta gente

Soli con il telefonino

che squilla in continuazione

Soli con i propri problemi,

i propri pensieri

Soli con il proprio dolore

che nessuno può capire

Soli e basta

Sperando

di non esserlo più.

Poetessa web

     

MARZO

O marzo,

ti dicono pazzo.

Perché?

Tu sei come me

sei come il mio cuore

che piange silente

con la tua pioggia dolente.

Che trema piegato,

se il vento lo sferza spietato.

Che brusco lampeggia corrusco,

che fosco s’ammanta sdegnoso

che muore dissolto in un’ansia di sole…

Che ride improvviso

squarciato d’azzurro,

immemore e nuovo,

al primo sussurro

dei pettirossi sul rovo,

trillanti,

tra i racemi in fiore

ancora stillanti.

(pubblicata sulla rivista "Selva", TO)

Sara Giusti

A MIA FIGLIA

Di te, creatura mia,

io non vedrò la sera.

Io non saprò il piccolo viso tuo dolce

segnato dal tempo.

Io non saprò le tue ore

di estrema stanchezza

fra le tue figlie

che ti daranno amore.

E io, allora, sarò tanto lontana,

come in una distanza infinita,

come perduta, per te.

E tu di me non hai saputo il mattino.

Il mio piccolo cuore fresco,

il mio sognare vivendo

i miei occhi splendenti sul mondo

tu non li hai mai conosciuti

perché

ancora non eri.

Pure oggi mi pare

che solo quella con te

sia stata vita.

Sara Giusti

     

LO SBARCO AMERICANO

Sembrava che tu fossi

lo sbarco americano
e che poi mi salvassi

stringendomi la mano,
pensavo che tu fossi

la persona eccezionale
o perlomeno mi aiutassi

a stare meno male,
ma tu non hai capito,

e neanche mi hai mai dato
quell’aiuto che cercavo,

quell’amore che volevo
ed io ho pianto di nascosto
in un angolo di storia,
ed è proprio in questo posto
che io ho perso la mia gloria
un amore, un amore sbagliato
è un taglio profondo sul cuore
un amore, un amore ingannato
su di me un coltello nel cuore
Pensavo che tu fossi

la pagina di un libro,
dove poi io avrei letto

la mia frase d’equilibrio
e pensavo alla mia vita

spettinata e incasinata,
e pensavo che ogni stella

su di te si fosse accesa,
ma tu non hai capito

e neanche hai toccato
la mano che tendevo

per non restare solo,
ed io ho pianto di nascosto
in un angolo di storia,
ed è proprio in questo posto
che io ho perso la memoria
un amore, un amore sbagliato
è un taglio profondo sul cuore
un amore, un amore ingannato
su di me un coltello nel cuore

Lasko

IL SONNO DELLE LUNE

mi piacciono i sorrisi dei passanti

a spasso con gli ombrelli di novembre

scoprirsi fra le rughe buoni amanti

ma nelle tasche solo rose di settembre

mi affascina il mistero del racconto

del tempo dentro gli occhi di un bambino

scoprire alle mie spalle un bel tramonto

lucente lama vecchia di un rubino

mi addolcisce il frugare dei clochards

negli avanzi dell'altrui o altre vite

col sapore e con l'odore dei pochards

a sognare quelle vite mai subite

mi addormento nell'eterno gocciolare

fra dubbi e le incertezze dei domani

chiedermi chissà se forse è il mare

a bagnare così tanto le mie mani

poi ritorno alle panchine dei giardini

a guardare i vecchi d'una volta

che dal freddo si mettono vicini

mentre invidio l'ignoranza così colta

mi tormenta la danza dei minuti

lancette che segnano il passato

siamo gocce sparse negli imbuti

niente e nulla c'è stato mai dovuto

ho paura del tempo senza voce

senza età e per niente rispettoso

sembra lento ma è sempre più veloce

poco dolce sovente più noioso

me ne accorgo nel sonno delle lune

con il corpo sotto le coperte

quando il viso è stanco di lacune

e le vie sempre più deserte

mi spaventa la distanza dei pianeti

l'apogeo d'una sfera non umana

la meccanica del corpo e le pareti

abbattute per questa "terra-nana"

siam perfetti per quello che serviamo

in quanto eroi e uomini per caso

ma si muore e non ce ne accorgiamo

fra le braccia di quel Dio generoso

Lasko

 

 

Amico cuore

Il mio cuore che sorride è come

un amico fedele che ti dice:
ci sono io che batto dentro te,
tienimi stretto, anche quando
i tuoi occhi sono tristi.
Sento il mio amico cuore che pulsa
e la sua carezza mi stringe a sé.

Odo in silenzio
quella sua vocina che mi parla
e sembra che mi voglia dire: sorridi.

Amica mia, non mollare mai,
sentilo: è come un soffio di vento,

che ti sussurra parole d'amore.

Afferrale, non lasciarle andare,
ma tienile strette al tuo cuore.
Lui non ti lascia, non ti molla mai,
perché tu sei quella parte di me
che ancora vive.

Marilisa Cavion

 

NOVEMBRE

Tristi ricordi di persone

che abbiamo amato

e con cui abbiamo condiviso
un po' della nostra vita

oggi sono là tutti in fila,
su questa terra arida e fredda.
Da lontano sembra che ci sorridano

e mentre porgiamo loro un fiore

sanno che non li dimentichiamo,
ma li portiamo nel nostro cuore.
Nulla ci sfugge del tempo passato,
ora riposate le membra e pregate

per noi che siamo qui ad aspettare

di ritrovarci un giorno.
Novembre triste

per noi uomini di questa terra,
che calpestiamo
e dove un giorno noi torneremo.

Marilisa Cavion

     

 

NOTTURNO LACUSTRE

Notte di luna,
splendida e divina,
incantata risposta
alla domanda di sempre:
“Mi vedi?”
Il vento muove gli alberi argentati,
e sussurra
quasi promessa affermativa,
quasi abbraccio vero,
presente, reale, solo mio.
Così l’ansia si placa
catturata
dall’onda della piena di maggio
che corre verso il mare.

Anna Maria Folchini Stabile

 

 

Sai perchÉ non ti posso amare?

Tu sai perché non ti posso amare?
Io su un lato che non è il tuo
vesto abiti di un mondo fatuo
che con lo scettro sa dire e fare.

La mia forte fede è quella giusta,
la mia forte gente, sì, ti condanna
e pronto serba il colpo in canna
se vuoi scansare la sua frusta.

Oh! Vorrei urlarti parole nuove
ma sento il fiato fermo nel petto,
pur ferma rimane la mia morale

mia semplice arma contro il male
che, fosco, marcia mentre ti aspetto
ma qui rimango, non fuggo altrove!

Antonio Capolongo

 

 

 

 

 

 

Le poesie possono essere pubblicate anonime su richiesta degli autori.

 


Vai alla Homepage di Chiara's Angels

---> Visita il Blog letterario "Spazio Autrici"

Vai all'indice di "La scrittrice sei tu! "

Vai alla sezione "sp@zio autrici"

Stampa questa pagina

 

Valid HTML 4.01 TransitionalValid CSS