LA SCRITTRICE... SEI TU!

Spazio Autrici

Il nostro primo appuntamento di Barbara

Caro amore,

ti scrivo questa mia per preparare il nostro incontro così atteso.

Scrivo perché so che poi di persona non riuscirò a dirti niente: le parole spariranno dalla mente e dalle labbra e tanta sarà la gioia del vederti che potrò solo sorriderti o baciarti.

Ci incontreremo di sera dopo il tramonto. Avrò sulle spalle un lungo viaggio, più lungo negli ultimi chilometri. Riconoscerò la tua automobile sul piazzale della stazione, forse parcheggiata in doppia fila. Nella luce cruda dei lampioni riconoscerò il tuo profilo tra i vetri semi-appannati e mi avvicinerò titubante. Farò anche un gesto con la mano.

Mi troverò impicciata dal borsone - chissà perché ho portato tanta roba! -, ma non deve mancarmi nulla. Ecco, mi hai visto: spalanchi la portiera e salti a terra, mi vieni incontro incurante della pioggia sottile spalancando le braccia. Io lascio cadere le mie cose e ti abbraccio subito senza salutarti.

E mentre le montagne, cornice imponente del paesaggio intorno, spariscono, sento un sospiro nel tuo petto: «Finalmente!»

Finalmente insieme, finalmente abbracciati, finalmente uniti.

Solo a questo punto ti riconosco: sei proprio la persona che ho incontrato quella sera, con quello sguardo che mi ha affascinato. Non mi avevi colpito per la bellezza, né per le parole, né per i modi di fare. Semplicemente lo sguardo stanco di chi la sera tardi cerca di riposare un poco, ma che pazientemente ha ascoltato i miei sfoghi e le mie depressioni. Subito mi hai fatto sentire bene: le tue parole e il tuo atteggiamento sono stati un immediato toccasana. Poi... poi non so. Di colpo ci siamo trovati soli in un salone gremito con la voglia di essere ancora più soli e la gioventù che ritornava prepotente ad affiorare con le sue ingenuità e il suo candore. Eravamo solo due vacanzieri al viaggio di rientro, due viaggiatori solitari appagati di musei e antichità.

Con poche innocenti parole mi sei apparso il migliore sulla Terra senza vantarti di nulla, senza raccontare eventi straordinari, senza dimostrare nulla di eccezionale. Non hai cercato di impressionarmi e non mi hai neppure corteggiato. Hai dimostrato solo competenza e concretezza nel tuo settore, riservatezza e rispetto, semplicità e naturalezza. E uno sguardo incantatore.

Al primo abbraccio ho sentito il tuo cuore pulsare. Volevi un bacio mentre ne desideravi mille.

Complice la serata ci siamo appartati e ho accarezzato il tuo corpo esile e atletico così incredibilmente giovanile.

Come sei diverso ora, vestito come un impiegato: mi sembri un po’ più piccolo, il volto è smagrito e tirato, la muscolatura è più nervosa. Certo hai lavorato un po’ di più in questi giorni, oggi in particolare, per avere più libertà mentre sei con me.

La tua pelle è fredda, ma caldissima sotto il giubbotto. L’inverno arriva presto da queste parti e qui tra le montagne del Nord anche prima.

Quando ti ho conosciuto era estate, eravamo nel profondo Sud, e ti eri un po’ bruciacchiato al sole rovente di Favignana.

Poi a casa tua riprenderemo quel discorso interrotto. I miei baci rilasseranno la tua tensione - so ben io come! - e le mie carezze scalderanno il tuo cuore.

Porterò tante cose in quel borsone: abiti di ricambio, nécessaire da viaggio, ma un solo cambio di biancheria che mi servirà per il ritorno. Ho deciso di non usarne mentre sono con te.

Tutto ciò che mi serve davvero sarà racchiuso dentro il mio cuore e lo porrò tra le tue mani.

Ti darò un bacio per ogni giorno di lontananza e un altro per incoraggiarti a fare lo stesso. Un altro ancora per ogni volta che mi hai detto «Buonanotte» al telefono e infine un altro per tutti i «Ti amo» che volevi dirmi. Sei bravo in matematica? Io no, e se sbaglio in difetto ti pagherò una penale del doppio per ogni bacio mancante.

Potrò inebriarmi al profumo della tua pelle sudata e guiderò la tua mano a esplorare il mio corpo se la sentirò tremante o esitante. Ma non dimenticare: adoro essere baciata sul collo, specie sotto l’orecchio.

Metterò lo stesso profumo di quel giorno e mi dirai se ti piace ancora, ma dovrai indovinare dove me lo sono spruzzato.

Ritroverai la donna che hai salutato sul ponte levatoio con un abbraccio frettoloso, una lacrimuccia nascosta tra le ciglia e un cenno da lontano come il Cavaliere che va alla guerra lasciando l’amante sulla porta del Castello.

È il nostro primo appuntamento e voglio che tu mi veda così come sono senza inutili orpelli, senza alcunché che possa in qualche modo dare un’idea diversa da quella che sono. Sarò nuda di dentro e di fuori, perché tu mi devi conoscere e devi capire - dobbiamo capire - se possiamo costruire qualcosa.

Con calma e con pazienza, piacevolmente, studierò il tuo corpo e la tua anima fino a trovarne tutti i segreti. E se dovessi ingannarmi ti ringrazierò per le belle ore trascorse insieme, per quelle illusioni che hai saputo darmi, anche se per poco tempo.

Ti amo.

Barbara

 


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